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Propoli

La pappa reale

Il polline

Il miele

 

Propoli

La propoli deriva da sostanze resinose raccolte dalle api e poi elaborate da alcune loro ghiandole con un ulteriore arricchimento degli enzimi in esso contenuti.
All’interno dell’alveare la propoli viene impiegata per sigillare, disinfettare e mummificare corpi estranei che le api non possono espellere; essa è caratterizzata da vari componenti molto eterogenei fra loro (acidi grassi, terpeni, aminoacidi, vitamine e sali minerali) la cui percentuale varia in base alle stagioni, al tipo di vegetazione e alle api che la raccolgono.
In base a numerosi studi, la propoli risulta costituita da resine, balsami (50-55%) e cere (20-25%), pigmenti vegetali, flavonoidi che assicurano proprietà antimicrobiche, battereostatiche e battericide, rimanendo così inalterata nel tempo.
Proprietà
L’impiego principale che ne viene fatto è come disinfettante, cicatrizzante, lenitivo; può essere impiegata contro il mal di gola, couperose, geloni, ascessi, foruncoli-acne, calli, duroni, psoriasi, gengiviti, afte, ecc. Inoltre è risultata essere un valido impiego contro coliti, gastriti, infiammazioni ed infezioni dell’apparato genito-urinario.
Oltre all’uso terapeutico, la propoli è sempre più usata nella cosmesi in shampoo, balsami, creme per il corpo e mani, come dermopurificante, in saponi, unguenti, dentifrici e collutori.
Utilizzo
Noi disponiamo di Propoli in soluzione alcolica a 30% vol. in flaconi con contagocce da 20 ml e da 10 ml.
Questo si può applicare direttamente sulla parte infiammata ( es. mal di gola e lesioni da trauma)  o si può diluire in acqua con 8-10 gocce in un bicchiere per  effettuare gargarismi o ingerire ( gengiviti e gastriti). Importante ripetere le applicazioni almeno tre volte al giorno.
La propoli è un prodotto interamente naturale, non ha controidicazioni.
Per ulteriori informazioni non esitate a contattarci. [back]

La pappa reale

La pappa reale è una sostanza che producono le api, destinata a nutrire esclusivamente l'ape regina. Grazie a questa superalimentazione l'ape regina cresce molto di più delle api comuni, è fertile (mentre le altre sono sterili) e vive molto più a lungo. Sugli esseri umani la pappa reale ha effetti altrettanto notevoli.
Proprietà
Esercita un'azione di stimolo su tutto l’organismo che si manifesta come sensazione di maggiore benessere, di euforia e di maggiore fiducia in sé, maggiore possibilità di azione fisica e intellettuale, maggiore resistenza al senso di stanchezza e al freddo. Essa contiene: glucosio e fruttosio, amminoacidi, vitamine (A, B1, B2, B6, B12, PP, C, E, H), sali minerali, acido pantotenico, enzimi, proteine, carboidrati, acido ascorbico, acido folico, potassio, ferro, calcio, rame, silicio e fosforo. In particolare agisce:

- sull’appetito, aumentandolo in chi ne è privo, nel contempo non modifica l’appetito normale, anzi, accelerando il ricambio, riesce utile nelle cure di obesità;

- sull’ulcera duodenale;

- sulla pelle che rende più morbida ed elastica, combatte i punti neri, l’acne e la caduta dei capelli (può essere usata per frizioni del cuoio capelluto per rinforzare i capelli);

- sull'emotività, diminuendola e migliorando l’umore;

- sulla sfera sessuale, favorendone le funzioni e, in particolare, l’attività ovarica;

- sull’anemia e sulle astenie, specialmente quelle senili;

- sulla pressione arteriosa, innalzandola in quei soggetti che l’hanno troppo bassa;

- sulle coronaropatie e sulle miocardiopatie;

- infine è in fase di studio la sua azione sul cancro.

Quindi è consigliabile ai neonati, ai bambini, agli anziani, ai convalescenti, agli studenti, agli sportivi, alle donne in gravidanza e a coloro che sono sottoposti ad uno stato di stress.
Utilizzo
La pappareale non ha controindicazioni e si può prendere a tempo indeterminato. La metodologia di assunzione consigliata è anche quella più semplice: tutte le mattine prima di fare colazione una palettina (contenuta nella confezione) sotto la lingua. Noi disponiamo di pappareale pura in flaconi da 10 gr. [back]

Il polline

Le api raccolgono il polline su alcuni fiori spazzolandolo con le zampe, impastandolo e accumulandolo in due pallottoline nelle apposite cestelle poste nel terzo paio di zampe. Esso viene utilizzato dalle api per nutrire la covata delle api operaie e dei maschi; rappresenta l'apporto proteico che abbinato a quello energetico degli zuccheri (il miele) permette la formazione del tessuto e la crescita dell'ape. Generalmente il polline messo in commercio a pallottoline viene raccolto, prima di essere stoccato all'interno dell'alveare, tramite apposite trappole poste all'ingresso. Noi utilizziamo solo una piccola parte del polline che le api producono, il resto lo immagazziniano come scorte dopo averlo ulteriormente arricchito, pigiato con la testa dentro le cellette, ricoperto di miele che lo conserva e tappato con un sottilissimo velo di cera che impedisce all'umidità e alla polvere di danneggiarlo. In questo modo diventa riserva proteica  all’interno dell’alveare per il fabbisogno invernale.
Utilizzo
Visto l’elevato valore nutrizionale se ne consiglia l’utilizzo di un cucchiaino al giorno, ingerito direttamente, spalmato sul pane o aggiunto ad una bevanda calda (non oltre i 45 gradi centigradi). Il sapore è gustoso e delicato, spiccatamente dolce.
Proprietà
Il polline esercita un'azione energetizzante, ristabilisce la buona funzionalità intestinale, armonizza il metabolismo e aiuta a mantenere e migliorare la salute; inoltre tonifica, stimola e disintossica l’organismo, aiuta a prevenire l’invecchiamento delle cellule, svolge un'azione antianemica e antianoressica, favorisce il lavoro intelletuale, agisce da antidepressivo ed è un valido coadiuvante in campo dietetico. [back]

 

Il miele

Il miele, prodotto principale dell'alveare, era conosciuto sin dai tempi più remoti in quanto alimento pregiato per le sue qualità nutritive e non a caso veniva definito "nettare degli dei".
Il miele è un prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante che esse raccolgono, trasformano, arricchiscono con sostanze specifiche proprie (enzimi), immagazzinano e lasciano maturare nei favi (costruzioni esagonali di cera) dell'alveare.
Le api trasformano la maggior parte del saccarosio, contenuto nel nettare secreto dai fiori, in glucosio e fruttosio, favorendo la digeribilità e l'assimilazione del miele da parte dell'organismo umano. A parte la preponderante componente glucidica, che ne determina il valore energetico, sono i componenti minori a fornire al miele i maggiori pregi sia alimentari che terapeutici facendone un vero e proprio complesso capace di esercitare una poliedrica azione benefica sull'intero organismo umano.

Proprietà
Il miele esercita una particolare azione sui seguenti apparati:

 


Vie respiratorie

Azione calmante della tosse.

Digerente

Azione protettiva e di miglioramento della digestione  e dell’assorbimento dei sali minerali.

Urinario

Azione diuretica e protettiva.

Muscolare

Aumento della potenza e della resistenza.

 
Utilizzo


Bambini

Grazie alla sua digeribilità è bene sia dato in sostituzione di altri dolcificanti; contiene tutti i sali minerali essenziali e migliora l’assimilazione del calcio e del magnesio. Ha potere leggermente lassativo, esercita azione protettiva sull’organismo ed i mieli aromatici (quelli scuri ed i millefiori) svolgono un'azione calmante sui bambini facilitandone il riposo.

Adulti

Migliora il rendimento fisico e la resistenza, facilita la digestione, rafforza le difese dell’organismo contro agenti patogeni, favorisce l'apporto di sali minerali nelle carenze alimentari.

Atleti

Gli zuccheri presenti nel miele sono immediatamente assimilati, accrescono le capacità fisiche, aumentano la resistenza e favoriscono una rapida ripresa dopo gli sforzi.

Anziani

È indicato quale coadiuvante nei disturbi del processo digestivo ed in casi di affaticamento.

Gravidanza

Grazie alle sue caratteristiche alimentari il miele risulta un ottimo integratore delle diete durante la gravidanza e l’allattamento.

 
Sul miele è utile sapere che:

  • E’ bene che il miele venga ingerito sempre accompagnato da una bevanda.
  • Se viene inserito in una bevanda come dolcificante accertarsi che la temperatura del liquido sia tale da poter essere bevuto poiché se troppo caldo rovinerebbe molte delle proprietà del miele stesso (pastorizzazione).
  • Il miele va conservato sempre chiuso poiché assorbendo l’umidità dell’aria (caratteristica tipica del miele) potrebbe fermentare in pochi giorni. Ben chiuso e lontano da fonti dirette di calore si conserva inalterato per diversi anni.
  • La cristallizzazione del miele è un fatto naturale dovuto alla percentuale di fruttosio e glucosio contenuta e non altera assolutamente le proprietà alimentari ed organolettiche dello stesso. La prevalenza di uno o dell’altro zucchero determina la cristallizzazione o meno del miele. Per riaverlo liquido è sufficiente scaldarlo a bagnomaria senza superare i 45 °C.
  • Tutti i mieli naturali (non pastorizzati) hanno ottime caratteristiche alimentari e terapeutiche, sia che si presentino liquidi o cristallizzati, di colore chiaro o scuro; semplificando si può dire che una lieve differenziazione è data dal colore del miele che più è scuro più indica una maggiore concentrazione  di sostanze minerali che lo rendono più nutritivo. Per contro tutti i mieli scuri hanno aroma più marcato e pertanto non  a tutti gradito.

COMPOSIZIONE DEL MIELE
 
Disaccaridi e polisacaridi. Oltre ai due monosaccaridi di base (fruttosio e glucosio) ed al saccarosio, l'analisi ha rivelato la presenza di maltosio, isomaltosio, maltulosio, furanosio, nigerosio, melicitosio, erbosio, raffinosio. Questi ultimi tre zuccheri complessi, non presenti nel nettare, si trasformano per attività enzimatica durante la "maturazione" del miele. Zuccheri ad alto peso molecolare sono considerabili le destrine. L'invecchiamento del miele porta ad una diminuzione del tasso di glucosio e ad un aumento in polisaccaridi. La degradazione nel tempo del fruttosio produce idrossilmetilfurfurolo.
Sostanze aromatiche e acidi. Figurano in questo gruppo l'aldeide butirrica, la formaldeide, l'acetaldeide, il diacetile, l'idrossilmetilfurfurolo da un lato e acido citrico, acetico, formico, butirrico, succinico, malico, lattico, che completano il tipico aroma del miele. Fra gli acidi inorganici sono presenti il fosforico e il cloridrico.
Sostanze azotate. Sono presenti proteine (albumine, istoni, protamine, globuline) e tutti i principali aminoacidi essenziali.
Vitamine.  Il miele contiene Vit. B1, B2, B6, Biotina, acido pantotenico, Vit. C, E, K.
Sali minerali. Di Sodio, Potassio, Calcio, Magnesio, come cloruri, fosfati, solfati.
Oligo elementi. Ferro, Manganese, Rame, Cobalto, Cromo, Nichel, Litio, Zinco.
Fattori ormonali. Fra cui l'acetilcolina e vari steroidi.
Antibiotici. Come l'inibina e la germicidina.
Enzimi. Diastasi, invertasi, saccarasi, glucossidasi, fosfatasi, catalasi.
 

Piccola storia di come le api producono il miele

Il miele rappresenta per le api adulte l'unico alimento oltre all'acqua. E' altresì utilizzato, unito al polline, per nutrire la covata di operaie e maschi. La base per la produzione del miele è il nettare, cioè un liquido zuccherino secreto dai fiori per attirare insetti pronubi che favoriscano la sua fecondazione certa. Viene raccolto sistematicamente dalle api, che lo trasportano nell'alveare utilizzando una sacca detta mellifica, posta prima dello stomaco, che contiene circa il peso equivalente ad un terzo di quello dell'ape stessa.
Giunta all'alveare, l'ape bottinatrice passa il dolce fardello alle api di casa più giovani che a loro volta lo passano a non meno di cento altre sorelle, prima di essere posto nelle celle esagonali costruite in cera. Durante questi passaggi il nettare viene arricchito e trasformato in miele. Questa operazione fatta di passaggi permette anche alle trentamila api presenti nell'alveare di passarsi comunicazioni sull'andamento dell'alveare, permettendo la coesione del gruppo e la trasmissione di tutte le informazioni utili. Una volta posto nella cella, il nettare è una sostanza molto liquida (mediamente contiene il 70% di umidità). Durante la notte tutte le api producono un vortice di aria calda e secca che asciuga rapidamente il nettare trasformato in miele, portandolo in poche ore ad in tasso di umidità medio del 18%, che permetterà al miele, una volta tappato con un velo di cera, di conservarsi inalterato per anni, divenendo scorta alimentare per l'inverno.
Il miele che estraggo dall'alveare è solo quello che le api producono in sovrappiù al loro fabbisogno. Una volta estratto il miele lo ripongo in contenitori igienici di materiale inox ove decanta separandosi completamente dalla cera che, essendo più leggera, viene a galla formando un tappo che conserva il miele sino al momento in cui viene invasettato.
La razza d'ape che viene normalmente utilizzata in Italia è denominata "mellifica ligustica" ed ha la caratteristica di avere un buon carattere e la predisposizione a produrre molto miele in più del suo fabbisogno annuo. E' per questo motivo che è possibile togliere alle api quella parte eccedente e se capitasse una annata con poco raccolto state certi che il miele che serve alle api non verrebbe comunque toccato.

COME VIENE TOLTO IL MIELE ALLE API

Quando arriva la primavera e le fioriture diventano copiose, le api, che passato l'inverno si sono rinforzate, iniziano a portare il nettare che, trasformeranno in miele, nell'alveare. L'alveare è una cassetta di legno con misure predefinite che ha all'interno dei telai verticali di legno mobili sui quali le api costruiscono la cera dandole forme esagonali profonde circa due centimetri. Queste cellette esagonali sono utilizzate dalle api per deporre uova dalle quali nasceranno le nuove api e per deporre le scorte di miele e polline. Qualche giorno dopo l'inizio del raccolto di nettare la cassetta, denominata "nido", è piena di miele; a questo punto  intervengo io, l'apicoltore. Tolto il coperchio aggiungo al "nido" dei prolungamenti di legno detti "melari" con all'interno altri telaini di cera nei quali le api continueranno a depositare copioso miele. Il tutto viene richiuso. Terminato il raccolto e lasciato alle api il tempo di maturare il miele (cioè togliere l'umidità in eccesso) metto tra il nido ed il melario una tavoletta di legno detta "apiscampo" dotata di un passaggio che permette alle api che stanno nel melario di discendere nel nido ed impedisce loro di tornare indietro. Svuotati i melari dalle api li tolgo e li porto in un locale appositamente attrezzato ed igienicamente idoneo ad estrarre il miele.
 
ESTRAZIONE
Estraggo il miele a freddo col procedimento detto di smielatura. Esso consiste nell’estrarre i favi dall’alveare, portarli nel locale appositamente attrezzato, togliergli l’opercolo (strato di cera che le api aggiungono, quando il miele ha raggiunto la maturazione, per conservarlo a lungo; ha la stessa funzione del tappo che chiude un vaso, impedendo all'aria e alla polvere di entrare) ed inserirli nello smielatore composto da un cesto rotante posto all'interno di un contenitore fisso che utilizzando la forza centrifuga estrae il miele dalle cellette esagonali. Ripongo il miele grezzo così ottenuto in recipienti cilindrici in acciaio inox, ove dopo circa venti giorni avviene la naturale separazione del miele dalla cera e da eventuali impurità. È quindi pronto per essere invasettato e posto in vendita. [back]


(informazioni tratte da testi e riviste specializzate)